
A dieci anni dal sisma del 2016, la ricostruzione nel cratere laziale continua a rappresentare un percorso complesso, articolato e in costante evoluzione. I dati aggiornati a luglio 2026 restituiscono un quadro fatto di cantieri aperti, opere concluse, progetti in fase di sviluppo e nuove risorse destinate agli interventi ancora da avviare.
La ricostruzione non riguarda, infatti, soltanto la riparazione degli edifici danneggiati. Significa ricostruire strade e infrastrutture, scuole, luoghi di culto, servizi pubblici e spazi di comunità, ma anche consentire alle famiglie e alle attività economiche di tornare nelle proprie abitazioni e nei propri territori. È un processo che procede quindi su due binari strettamente connessi: la ricostruzione pubblica e la ricostruzione privata.
La ricostruzione pubblica: 702 interventi programmati
Al 31 luglio 2026, il Piano della Ricostruzione delle Opere Pubbliche post-sisma 2016 nella Regione Lazio comprende 702 interventi, per uno stanziamento complessivo di 976.426.856 euro.
Si tratta di opere molto diverse tra loro: dagli interventi sulle infrastrutture e sulle reti di servizio alla ricostruzione di edifici pubblici, scuole, luoghi di culto e beni di valore storico e culturale. L’obiettivo è restituire ai cittadini non soltanto edifici sicuri, ma anche servizi, collegamenti e luoghi capaci di sostenere nuovamente la vita delle comunità.
Una parte significativa dell’attuazione è affidata direttamente all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Lazio, che opera come soggetto attuatore per 311 interventi. I restanti 391 interventi sono affidati a soggetti esterni, tra cui Comuni, Diocesi e Provincia di Rieti.
La programmazione comprende sia gli interventi ordinari, disciplinati dalle Ordinanze del Commissario Straordinario, sia quelli inseriti nella programmazione speciale, che attraverso le Ordinanze Speciali consentono di utilizzare procedure semplificate per affrontare le situazioni considerate più urgenti o complesse.
Particolare attenzione è riservata alle opere di urbanizzazione e alle infrastrutture. Dei circa 199,9 milioni di euro destinati a questa categoria, 178,5 milioni sono riservati agli interventi nei Comuni di Accumoli e Amatrice: circa il 90 per cento delle risorse previste per questo tipo di opere. Un dato che restituisce la dimensione della devastazione subita dai due territori.
Dai numeri ai territori
La ricostruzione pubblica ha oggi una dimensione che va oltre il semplice ripristino del patrimonio danneggiato. Il principio è quello di intervenire contemporaneamente sull’“urbis”, cioè sulla struttura fisica dei centri abitati, e sulla “civitas”, migliorando infrastrutture, viabilità e condizioni di abitabilità. È questa la logica alla base dei Programmi Straordinari di Ricostruzione e dei nuovi strumenti di pianificazione.
Nel complesso, circa il 18 per cento delle opere pubbliche risulta già ultimato o in fase di ultimazione, mentre 137 cantieri si trovano nelle fasi di affidamento dei lavori o di esecuzione. Il quadro programmatorio si è inoltre ampliato nel corso del 2025 con il nuovo Piano della ricostruzione pubblica approvato con l’Ordinanza commissariale n. 250/2025, che ha finanziato 21 nuove opere strategiche per 60.046.455 euro. A queste si sono aggiunti altri 13 interventi finanziati attraverso le Ordinanze Speciali n. 112, 136 e 143 del 2025.
Amatrice: una ricostruzione che ridisegna il futuro della città
Ad Amatrice, tra capoluogo e frazioni, sono stati programmati 213 interventi, per complessivi 361.045.242 euro. L’USR Lazio è soggetto attuatore diretto per 150 interventi, mentre 63 sono affidati ad altri enti.
Il centro storico rappresenta uno dei luoghi simbolo di questo percorso. Qui la ricostruzione interessa contemporaneamente edifici pubblici, luoghi di culto, infrastrutture e spazi identitari.
I lavori del Municipio proseguono con le lavorazioni architettoniche e impiantistiche dopo il completamento delle elevazioni strutturali e della posa dei pilastri. L’ultimazione è prevista entro il primo semestre del 2027. La ricostruzione della Chiesa di San Francesco, per un investimento complessivo di 13 milioni di euro, è entrata nella fase operativa nell’ottobre 2025 e la conclusione è prevista entro il 2028.
Proseguono inoltre gli interventi sulla Chiesa di Santa Maria del Suffragio e sulla Chiesa dell’Immacolata, mentre la ricostruzione del Museo Civico “Cola Filotesio” è entrata nella fase operativa nell’agosto 2025.
Sul fronte della mobilità, è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la nuova viabilità di accesso sud al centro storico, destinata a collegare via Madonna della Porta con il tornante della SR 260 e a completare un anello di circonvallazione attorno al centro storico. L’avvio della procedura di appalto integrato è previsto entro l’anno, con l’inizio dell’intervento programmato nel 2027.
Tra le opere strategiche figura anche il nuovo Ospedale Grifoni, il cui quadro economico complessivo ammonta a 45.163.081,26 euro, con risorse provenienti dal Commissario Straordinario, dalla Repubblica Federale di Germania e dal bilancio della Regione Lazio. Le lavorazioni dell’involucro esterno sono in fase di conclusione, mentre proseguono gli interventi interni e le attività necessarie alla futura apertura della struttura.
Ad Accumoli sono invece 110 gli interventi pubblici programmati, per uno stanziamento complessivo di 118.416.190 euro. L’USR è soggetto attuatore diretto per 76 interventi, mentre i restanti 34 sono affidati ad altri soggetti, tra cui Comune, Diocesi e Demanio.
Anche qui una parte importante delle risorse è destinata alle infrastrutture: 38.695.279,70 euro sono programmati per opere di urbanizzazione e infrastrutture.
Tra gli interventi in avanzamento figura il rifacimento delle opere di urbanizzazione della frazione di Grisciano, con lavori arrivati a circa l’80 per cento dell’importo contrattuale e un depuratore già strutturalmente ultimato, in fase di attivazione. Particolare rilievo hanno inoltre i cimiteri: il programma prevede 11 interventi, per circa 12 milioni di euro, con tre complessi già ultimati e quello di Grisciano prossimo alla conclusione.
La ricostruzione privata: dalle pratiche ai cantieri
Accanto alle opere pubbliche procede la ricostruzione degli edifici privati, che rappresenta il passaggio indispensabile per consentire alle famiglie di rientrare nelle proprie abitazioni e restituire piena vitalità ai centri colpiti.
Sono pervenute all’USR 3.898 richieste di contributo, di cui 1.593 per danni lievi e 2.305 per danni gravi. Complessivamente tali richieste hanno interessato 5.264 edifici sui 10.084 per i quali è stato accertato il danno conseguente al sisma. In pratica, a dieci anni dal sisma, soltanto il 52% degli edifici danneggiati è stato oggetto di una richiesta di contributo non rigettata. Tale condizione è indipendente dall’attività dell’Ufficio in quanto, ad esempio, alcuni edifici potrebbero essere stati riparati con procedure ordinarie senza quindi far ricorso al contributo erogato dall’USR. Per far fronte a tale situazione ed individuare finalmente lo stock delle richieste di contributo, per tutti i casi in cui non sia ancora stata presentata la domanda di contributo per la ricostruzione, l’Ordinanza Commissariale 272/2026 ha stabilito che i soggetti interessati devono depositare copia del contratto di incarico stipulato con il professionista incaricato della progettazione entro il 30 settembre 2026, a pena di decadenza dal diritto al contributo.
Il valore economico della ricostruzione privata è altrettanto significativo: gli importi complessivamente richiesti ammontano a 2.093.229.936 euro, quelli concessi a 1.633.726.671 euro, mentre le somme liquidate raggiungono 814.712.092 euro. L’importo liquidato corrisponde a circa il 50 per cento di quello concesso.
Sono 1.176 le richieste attualmente pendenti, cioè ancora in lavorazione presso l’USR, i professionisti, i Comuni o gli altri soggetti chiamati a rilasciare i pareri necessari alla conclusione delle istruttorie. Di esse, 566 sono relative al rilascio del decreto che autorizza l’esecuzione degli interventi. Tutte le altre sono relativa a varianti in corso d’opera o richieste di liquidazione della rata di saldo.
Il dato più immediatamente visibile è quello dei cantieri: nel cratere laziale risultano complessivamente 2.413 cantieri, di cui 1.090 relativi a danni lievi e 1.323 a danni gravi.
Amatrice e Accumoli: la ricostruzione delle case
Ad Amatrice le richieste di contributo pervenute all’USR sono 1.501, di cui 302 per danni lievi e 1.199 per danni gravi. Gli edifici danneggiati sono 4.333.. e ill rapporto tra gli edifici oggetto di richiesta di contributo e quelli con danno accertato raggiunge il 60 per cento..
Gli importi complessivamente richiesti ammontano a circa 1,10 miliardi di euro, quelli concessi a circa 819 milioni, mentre le somme liquidate raggiungono circa 399 milioni di euro.
Sul territorio comunale si sono conclusi complessivamente 348 interventi, che hanno interessato 1.628 edifici e 2.668 unità immobiliari.
Ad Accumoli, le richieste di contributo presentate sono complessivamente 340, di cui 40 per danni lievi e 300 per danni gravi.Gli edifici danneggiati sono 1.605mentre quelli oggetto di RCR sono 579. L’avanzamento delle richieste di contributo rispetto al danno accertato è pari al 36 per cento. .
Gli importi richiesti ammontano a 236.325.454,23 euro, quelli concessi a 207.953.621,66 euro, mentre il liquidato è pari a 86.118.065,85 euro.
Sono 58 gli interventi già conclusi, di cui 9 con ricorso ai bonus fiscali, per complessivi 62 edifici e 53 unità immobiliari interessate.
Una ricostruzione che guarda oltre il cantiere
I dati raccontano quindi una ricostruzione che non può essere letta soltanto attraverso il numero dei cantieri aperti o delle pratiche concluse. Dietro ogni intervento ci sono abitazioni da restituire alle famiglie, servizi da riattivare, strade da rendere nuovamente sicure, luoghi della memoria da recuperare e comunità da ricomporre.
La ricostruzione pubblica e quella privata procedono su percorsi differenti, ma il loro risultato finale è comune: rendere nuovamente abitabili, accessibili e vitali i territori colpiti dal sisma.
In questa prospettiva assumono particolare importanza anche gli interventi di delocalizzazione previsti ad Accumoli. Per le frazioni di Fonte del Campo e Libertino, la scelta del trasferimento è stata determinata dalla combinazione tra i danni provocati dal terremoto e la presenza di condizioni di rischio idrogeologico non superabili nei siti originari. Il progetto esecutivo è attualmente in verifica, con la gara per i lavori prevista entro la prima metà di ottobre e l’avvio dei lavori programmato nel 2027.
È proprio questa la dimensione più ampia della ricostruzione: non limitarsi a riparare ciò che il terremoto ha distrutto, ma creare le condizioni perché i territori possano tornare a essere luoghi vissuti, con servizi, infrastrutture, abitazioni, attività e spazi di comunità.
A dieci anni dal sisma, il quadro aggiornato a luglio 2026 mostra dunque un processo ancora in corso, con una parte importante delle opere già entrata nella fase realizzativa e con ulteriori interventi che stanno completando il proprio percorso progettuale e amministrativo. Il lavoro prosegue con l’obiettivo di trasformare progressivamente risorse, progetti e cantieri in un risultato concreto per i cittadini: il ritorno alla piena funzionalità e alla vita dei territori colpiti dal sisma del 2016.