Acqua e ricostruzione, Castelli al Forum Euro-Mediterraneo: l’Anello dei Sibillini modello di resilienza

Data Settembre 30, 2026 News
Acqua e ricostruzione, Castelli al Forum Euro-Mediterraneo: l’Anello dei Sibillini modello di resilienza

Sicurezza idrica, resilienza e prevenzione del rischio. Sono i temi al centro della partecipazione del Commissario Straordinario di Governo per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia, Guido Castelli, al Forum Euro-Mediterraneo dell’Acqua, in corso a Roma. Castelli, componente del Comitato Tecnico-Scientifico dell’evento, ha portato all’attenzione del confronto internazionale l’esperienza dell’Anello Acquedottistico dei Sibillini, indicato come uno dei più innovativi interventi infrastrutturali sviluppati nell’ambito della ricostruzione dell’Appennino centrale.

«Un terremoto può danneggiare case e strade. Ma può anche interrompere l’acqua che arriva nelle abitazioni, negli ospedali e nelle attività produttive», ha sottolineato Castelli, richiamando la lezione del sisma del 2016. «Abbiamo imparato quanto sia importante proteggere anche le infrastrutture che spesso non vediamo».

L’Anello dei Sibillini, realizzato da CIIP S.p.A., nasce con l’obiettivo di rendere più sicuro e resiliente il sistema acquedottistico dell’Appennino centrale, attraverso l’interconnessione delle reti e nuove opere capaci di garantire la continuità del servizio anche in presenza di eventi sismici e di altre emergenze. Il progetto riprogetta la rete idrica delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e rappresenta una risposta anche alle criticità determinate dalla crisi idrica e dagli eventi sismici.

Un collegamento diretto riguarda anche la provincia di Rieti. La Variante del Pescara, uno degli interventi dell’acquedotto antisismico, interessa infatti il territorio di Accumoli, in località Grisciano, dove è in realizzazione una galleria di circa 4,2 chilometri. L’intervento, che si sviluppa complessivamente per circa 8,7 chilometri tra Lazio e Marche, è destinato a rafforzare la continuità dell’approvvigionamento idrico in un’area ad elevata vulnerabilità sismica.

«L’Anello Acquedottistico antisismico dei Sibillini rappresenta una delle opere più innovative e strategiche nate nel quadro della ricostruzione e della messa in sicurezza dell’Appennino centrale», ha affermato il Commissario. «Dopo il sisma del 2016 abbiamo compreso con ancora maggiore forza quanto sia necessario investire non solo nella riparazione dei danni, ma nella prevenzione, nella qualità delle infrastrutture e nella capacità dei territori di resistere agli effetti dei cambiamenti climatici e dei rischi naturali».

La prospettiva indicata da Castelli si inserisce in una più ampia strategia che considera la ricostruzione non soltanto come ripristino dell’esistente, ma come occasione per aumentare la sicurezza delle comunità e preparare i territori alle emergenze future. «Non si tratta solo di riparare ciò che il sisma ha danneggiato – ha ribadito – ma di prevenire i rischi futuri attraverso conoscenza del territorio, programmazione e istituzioni capaci di lavorare insieme».

Al confronto ha partecipato anche la sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano, insieme ai rappresentanti delle istituzioni nazionali e internazionali impegnati sui temi della sicurezza idrica e della resilienza infrastrutturale. Il Forum, che riunisce rappresentanti di numerosi Paesi, offre così un’occasione per condividere l’esperienza maturata nell’Appennino centrale e valorizzare, anche oltre i territori del cratere, un modello fondato su prevenzione, innovazione e cooperazione istituzionale.

Per il Lazio, il riferimento a Grisciano e al territorio di Accumoli restituisce una dimensione concreta a questa strategia: trasformare una vulnerabilità emersa con il terremoto in un investimento sulla sicurezza e sulla resilienza delle comunità.