Il futuro delle filiere nel Piano strategico dell’USR: il Biodistretto come leva di sviluppo

Data Settembre 8, 2026 News
Il futuro delle filiere nel Piano strategico dell’USR: il Biodistretto come leva di sviluppo

Guardare al futuro del territorio significa mettere in relazione innovazione industriale, tutela dell’ambiente e valorizzazione delle identità locali. È attorno a questa prospettiva che si è sviluppato il confronto “Sostenibilità del sistema industriale reatino e focus sulla filiera alimentare”, che si è tenuto venerdì 4 settembre nello Spazio Italia di piazza Cesare Battisti, nell’ambito della quindicesima edizione della Fiera Mondiale Campionaria del Peperoncino.

Un momento di approfondimento e dialogo che ha riunito istituzioni, rappresentanti del mondo imprenditoriale e alcune tra le più significative realtà produttive del territorio, con l’obiettivo di riflettere sulle condizioni necessarie per coniugare crescita economica, sostenibilità ambientale, competitività e capacità di attrarre nuovi investimenti e competenze.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Rieti, Claudia Chiarinelli, e del presidente della Piccola Industria di Unindustria Rieti, Marco Pezzopane, l’incontro è proseguito con un focus dedicato al tema “Misurare la sostenibilità del sistema produttivo”, a cura dell’ufficio ESG di Unindustria.

Al centro del confronto, il ruolo strategico dell’agroalimentare reatino, non soltanto come comparto fondamentale dell’economia provinciale, ma come espressione diretta dell’identità del territorio, della qualità delle sue risorse e del patrimonio di competenze maturato dalle comunità locali. Dalle eccellenze storiche alle nuove filiere sostenibili, il territorio reatino si conferma un laboratorio capace di coniugare tradizione e innovazione e di affrontare le sfide della transizione ecologica attraverso modelli di sviluppo sempre più integrati.

Particolarmente significativo, in questo quadro, è stato l’intervento di Francesca Rosati, dirigente dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Lazio, che ha illustrato le potenzialità del Biodistretto, inserendole all’interno della più ampia strategia di rilancio e sviluppo promossa dall’USR Lazio.

Il Biodistretto si colloca infatti nel percorso delineato dal Piano strategico dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Lazio, un Masterplan operativo pensato per mettere a sistema investimenti, competenze, progettualità e risorse del territorio, costruendo una rete di opportunità per cittadini, imprese e comunità. Una strategia che interpreta la ricostruzione non soltanto come processo di ripristino fisico dei territori colpiti dal sisma, ma come occasione per attivare nuove dinamiche di sviluppo e rafforzare la capacità dei territori di generare valore nel lungo periodo.

In questa visione, il Biodistretto rappresenta uno degli strumenti attraverso cui gli obiettivi del Piano strategico possono tradursi in progettualità concrete, mettendo in relazione sostenibilità, filiere produttive, ricerca e valorizzazione delle risorse locali. Un modello capace di costruire connessioni tra produzione, trasformazione, ricerca, commercializzazione e promozione, favorendo la collaborazione tra imprese, istituzioni, università e comunità.

La progressiva estensione del Biodistretto ad altri Comuni e a un numero crescente di aziende rappresenta dunque un’opportunità per rafforzare le filiere agroalimentari locali e per costruire un sistema territoriale sempre più integrato e competitivo, nel quale le eccellenze locali possano trasformarsi in fattori strutturali di sviluppo.

In questa direzione si inserisce la convenzione tra Ufficio Speciale Ricostruzione Lazio, Comune di Amatrice e Università della Tuscia, finanziata con 3,5 milioni di euro di risorse CIS, finalizzata alla realizzazione di un’infrastruttura dedicata al Biodistretto. Il progetto prevede la creazione di laboratori di ricerca, spazi per la produzione e la trasformazione, attività sperimentali nei settori agroalimentare e ambientale e servizi di supporto alle filiere locali.

Un investimento che restituisce concretezza alla strategia dell’USR Lazio e alla visione del suo Piano strategico: mettere in rete le risorse esistenti, attrarre nuove competenze e costruire le condizioni affinché gli investimenti pubblici possano generare effetti duraturi sull’economia e sulla qualità della vita delle comunità.

L’obiettivo è trasformare le eccellenze del territorio in una componente stabile dell’economia locale, sostenendo non soltanto la produzione, ma anche tutti quei processi che consentono alla produzione stessa di generare valore aggiunto, innovazione e occupazione. Il Biodistretto diventa così parte di un disegno più ampio, nel quale ricostruzione, sviluppo economico e sostenibilità ambientale si intrecciano con la capacità di creare nuove opportunità.

Il confronto si è poi arricchito con la tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Matilde Eloisa Pitorri, amministratore delegato di Antiche Fonti di Cottorella, Alessandro Bianchetti di Naturally Made of Italy, Claudia Mundo de La Romana Società Cooperativa e Luca Spinsanti di Sano. Un dialogo ricco di contributi e prospettive che ha evidenziato la capacità delle imprese del territorio di innovare, investire e cogliere le opportunità offerte dai nuovi scenari economici.

Rieti e la sua provincia si confermano così un contesto dalle caratteristiche peculiari, nel quale la qualità ambientale, la disponibilità della risorsa idrica e una dimensione favorevole alla costruzione di relazioni tra imprese, istituzioni e comunità possono trasformare una posizione geografica complessa in una concreta opportunità di sviluppo.

In questa prospettiva, la sostenibilità non rappresenta soltanto un obiettivo ambientale, ma una leva strategica per il futuro del sistema produttivo. E il percorso illustrato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Lazio, attraverso il Piano strategico e il progetto del Biodistretto, dimostra come la ricostruzione possa diventare una piattaforma per costruire futuro: mettendo a sistema investimenti e competenze, rafforzando le identità territoriali, sostenendo le imprese e creando una rete di opportunità capace di generare sviluppo duraturo per cittadini e comunità.