
Dieci anni dopo le scosse che hanno cambiato il volto di interi territori, il percorso di ricostruzione del Centro Italia è arrivato anche in Vaticano, dove sabato 31 ottobre Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i rappresentanti delle comunità colpite dal sisma del 2016. Un appuntamento di particolare significato, che ha riunito istituzioni e amministratori impegnati nella ricostruzione, offrendo un momento di riflessione sulle difficoltà affrontate e sulle prospettive di rinascita dell’Appennino centrale.
All’incontro, nel Palazzo Apostolico, hanno partecipato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, i rappresentanti dei 138 Comuni del cratere, i vescovi delle diocesi interessate e i presidenti delle Regioni coinvolte. Per il Lazio erano presenti il presidente della Regione Francesco Rocca, l’assessore regionale Manuela Rinaldi e il direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Lazio, Giancarlo Cipriano. 
Nel suo discorso, il Santo Padre ha richiamato il valore della responsabilità condivisa e della capacità di immaginare il futuro dei territori: «Per ricostruire è necessario acquisire occhi capaci di scorgere in una rovina il progetto di una casa e di una città». Leone XIV ha sottolineato che la speranza deve tradursi in risposte tangibili e in una ricostruzione materiale realizzata nel minor tempo possibile, in sicurezza e trasparenza, senza trascurare le relazioni, i servizi e il senso di appartenenza delle comunità.
L’assessore Manuela Rinaldi ha condiviso profondamente il richiamo del Pontefice, evidenziando come dietro ogni edificio ancora da ricostruire ci siano famiglie, attività economiche, storie e identità. «Ricostruire non significa solo restituire case e infrastrutture, ma restituire futuro, dignità e fiducia a intere comunità», ha dichiarato, ribadendo la necessità di un impegno istituzionale costante e di un progetto condiviso per il bene dei territori.
La presenza del presidente Rocca, insieme ai rappresentanti della Regione e dell’USR Lazio, ha testimoniato il coinvolgimento delle istituzioni regionali in un processo che richiede collaborazione, continuità amministrativa e capacità di rispondere alle esigenze delle comunità.
A dieci anni dal sisma, la sfida resta quella di trasformare la ricostruzione in una reale opportunità di rinascita. Restituire abitazioni, servizi e spazi pubblici significa infatti creare le condizioni perché le persone possano tornare a vivere, lavorare e investire nei propri territori. È in questa direzione che prosegue l’attività dell’USR Lazio, al fianco dei Comuni e delle popolazioni colpite, con l’obiettivo di accompagnare il ritorno alla normalità e contribuire a costruire un futuro per le comunità dell’Appennino centrale.